Sono libera, credo
Il che è sorprendente per una persona che pianifica emotivamente anche le playlist.
Mentre il sole del tramonto mi bacia torno a scrivervi, e lo faccio da casa, in Sardegna.
Sono in una fase di cambiamento.
Ho scelto di porre fine al mio lavoro a Modena dopo tre anni.
La decisione è stata difficile, ma era anche l’unica possibile.
Avete presente quando vivete un sogno e poi, crescendo, vi rendete conto che anche quel sogno apparteneva a una versione passata di voi?
Sono certa di non essere l’unica.
Ora, dopo aver vissuto tanta ansia, paura e timori, sto attraversando giornate in cui la serenità governa gran parte delle mie ore.
Tra due giorni parto e, per la prima volta, non ho paura di dirlo a tutti, anche agli sconosciuti.
Vado a Bali da sola per tre settimane.
Ci vado con il cuore gonfio di gratitudine e l’entusiasmo di chi non sa cosa l’aspetta.
Parto e proverò a vivere giorno dopo giorno, senza un piano preciso, se non quello che segue i ritmi del corpo e qualche avventura che dovevo organizzare in anticipo.
So che leggere queste parole, per alcuni di voi, potrebbe sembrare quasi banale. Ma per una persona che ha sempre messo altro davanti a sé stessa, questo rappresenta uno scenario inedito.
Sono una persona ansiosa.
Mi nascondo dietro la mia luna in Capricorno, ma la verità è che la mia organizzazione si è sempre mossa dalla paura. Dal mio cervello, capace di immaginare infiniti scenari. Con il tempo, però, ho imparato a vedere questa cosa anche come un superpotere.
Nell’ultimo anno il continuo movimento dei miei pensieri mi ha portata a usare tantissimo l’intelligenza artificiale. Non avete idea di quanto scrivere prompt e creare immagini tramite un software mi abbia aiutata. Mi abbia salvata, persino.
In un periodo storico e sociale in cui parlare di salute mentale sta diventando sempre più centrale, a me non va, onestamente, di condividere il mio dolore o i miei problemi nel dettaglio. Preferisco invece porre l’attenzione su ciò che mi ha aiutata.
E per l’ennesima volta questo strumento che tengo ora sulle gambe, il pc, mi è stato accanto nelle notti insonni, nei pensieri vorticosi, nelle giornate che sembravano infinite.
Quindi ogni volta che leggo di organizzazioni fotografiche che vietano totalmente l’intelligenza artificiale, vorrei dire che per tutto esistono anche punti di vista positivi.
Un po’ come quando arrivò il digitale. Poi i social.
Viviamo in tempi di scetticismo verso questi strumenti, ma la storia dovrebbe averci insegnato qualcosa: chiudersi non ha mai aiutato.
Ma perdonate la digressione.
Dicevo: parto.
Vado sola.
Seguirò i battiti del mio cuore, il mio respiro, tutto ciò che di solito è sempre troppo veloce, e proverò a rallentarlo.
Non fraintendetemi: non ripongo tutte le mie speranze in questo viaggio.
Ci ripongo piuttosto un’esplorazione reale e autentica. Del posto, di me stessa.
E cerco, semplicemente, di non farmi schiacciare dalla paura e dall’ansia, che chiaramente, non scompaiono solo perché parto a Bali come Elisabeth Gilbert in Mangia, Prega, Ama.
Con me avrò anche una macchina fotografica.
Fujifilm Italia mi ha donato una loro GFX 100rf e credo sia uno dei regali più preziosi che potessi ricevere. Una macchina potente, quasi tascabile, con cui documentare e mostrarvi la bellezza di quello che vedrò. Non so spiegarvi quanto questa collaborazione mi renda felice. Percepitelo ora, grazie.
Scriverò. E lo farò qui, come sto facendo ora.
Non ho nessuna linea guida da seguire, se non quello che avrò voglia di raccontarvi.
Non so quando scriverò, né quanto lo farò.
Ma so che, se vorrete leggere qualcosa di più di una frase, mi ritroverete qui.
La parte più bella di questo periodo è la libertà.
Sono libera, almeno credo.
Posso esprimermi come voglio e quando voglio. Ho l’enorme privilegio di potermi permettere una connessione internet, un pc e persino la possibilità di farlo in più lingue.
Il mio feed Instagram cambierà di nuovo.
Dopo un anno di intelligenza artificiale tornano le fotografie scattate da me con una macchina fotografica. Ma non è escluso che continueranno a esserci anche immagini create con l’AI, che continuo a fare e creare per puro piacere personale.
Spesso leggo persone parlare dei social come luoghi in cui non si può fare questo o quello. Persone che si sentono costrette a non dire, non essere, oppure a essere qualcosa o qualcuno per forza. Leggo chi sente il bisogno di specificare che “fa anche altro oltre a postare”. A me queste narrazioni hanno veramente rotto le palle, e lo voglio scrivere così come lo penso, senza edulcorazioni. Se vivete in un paese occidentale, probabilmente democratico, avete molto più spazio di quanto crediate per essere online chi volete essere.
Abbiate il coraggio di cambiare.
Di postare le foto che vi pare.
Di pubblicare ogni giorno o sparire per due mesi.
E se lavorate con i social, fatelo con coscienza, senza tradirvi come persone.
C’è sempre un modo.
Se siete finiti nel pozzo delle lamentele, probabilmente non state vedendo che, accanto a voi, esiste ancora qualcosa capace di riportarvi verso la luce.
Ed ecco qui un altro disclaimer (ho già messo le mani avanti scrivendo che sono ansiosa): spero non leggiate queste parole come retorica. Parlo da persona che in quel pozzo ci è stata fin troppo, ma che è sempre stata consapevole del fatto che una strada per tornare nel mondo che desiderava esistesse ancora.
E voglio dirvi inoltre che in questo momento di incertezza, in cui non so ancora tante cose, dove vivrò, come guadagnerò i miei soldi (due piccole domande), ci sono però un paio di cosine di cui vado profondamente fiera: aver seguito di nuovo il mio cuore e i miei valori. Essermi appoggiata alle amiche che amo e a figure professionali che mi hanno aiutata.
E so, davvero, che andrà meglio.
Quindi ci leggiamo.
Ci vediamo nell’etere.
Come mi andrà, quando mi andrà.
Baci e abbracci.
Tutte le foto che vedete sono state scattate dalla mia amica Margherita Verini.







Mamma miaaaaaaa 🔥🔥🔥 quanto ti sento in volo amica! Splendida newsletter letta tutta d’un fiato